Category: Poesie

Dentro, fuori, chissà

Capirsi, vedersi

andare oltre ad ogni illusione.

Respirare ed in quel respiro

assaggiare una briciola di se.

Contro il tempo,

contro il mondo,

contro ogni definizione

ed ogni sua assenza.

Solo puro spazio oltre lo spazio,

una clessidra senza tempo

che guarda quei grani passare senza più contarli.

Un Oceano così

grande che si perde in se stesso

eppure in ogni in punto lui sa dov’è.

Ogni bisogno andato,

quello di sapere,

quello di capire.

Una corrente così familiare

che passa dentro di noi

e ci dice chi siamo

ancora prima di pronunciare il nostro nome.

E qualcuno può chiedere

“é tutto qui?”

e l’unica risposta che viene é

Si, ed é perfetto.

Serve quindi davvero capire, inscatolare

dare definizione a quel che é oltre?

Sarebbe come prendere fumo

con le proprie mani e imbavagliarlo,

o dar pugni alle onde

come da piccoli si faceva per giocare

in pura incoscienza.

Mentre chi sa

sta notte si fara’ abbracciare dal silenzio

che gli é sempre stato amico.

Se ancora non sai chi sei (Fiume)

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Se ancora non sai chi sei, ripeti dentro te:
Non c’e’ nessun problema.
Tu sei quello che ha visto le montagne stesse crearsi
E quello che ora stai guardando é solo lo svolgersi della propria vita,
Uno scorrere del fiume chiamato Se.
Ma arriverà il giorno in cui capirai
Perché c’era questo fiume.
Nel suo passare ha spostato un po’ di detriti e nel mezzo
Ha donato qualche bella emozione e così
Ha aiutato anche lui a muovere la ruota della vita.
Il resto poco importa.
Non interessa che il fiume sia stato lungo, o grosso, oppure a zig e zag.
Quel che importa all’Oceano e che il fiume
Sia tornato a casa.

Volare (tra mille parole)

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La mia vera passione in questo mondo è volare,

Si, volare.

 

Volare tra mille parole che inseguono fiumi interi

di stati, esperienze ed emozioni che nemmeno io so di conoscere,

ma che dentro sento dare un senso al mio essere vivo.

 

Senza parole per me questi attimi di vita scivolerebbero via,

incompresi, da chi vive in mondi paralleli al mio.

 

E per quanto sia folle rubar parole al quotidiano,

vorrei io dargli un ordine nuovo, che forse era quello

per cui tali parole erano state inventate.

 

Non so se tutto questo abbia un senso,
Però così è per me, e così mi piace.

 

E va bene anche rischiare in questa ricerca,
Purché dalla nostra bocca esca un riverbero

di ciò che dentro di noi, ancora respira.

Uomo

uomo

Si sono uomo e sono anche fragile.

Se voglio spacco I monti
E arrivo a piedi in Kazakhstan.

Ma dietro la mia scorza da eroe
Ci sta un cuore bisognoso.

Bisognoso di te e dell’Amore,
Che più ti do e più si accresce.

Percio’ chiamami uomo, chiamami maschio,
E ricorda che ci mostrano male in televisione.

Non siamo tutti stronzi,
Sbagliamo si, ma fidati, sappiamo amare.

Parlami di te

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Vieni qui, parlami di Te.
Mostrami come sei, fragile,
E senza piu’ spazio o difesa tra noi.

Quando arrivi cosi’ da me e mi guardi,
Con quegli occhi dolci color nocciola,
Io non so piu’ chi sono.

Non posso reclamare le assurde promesse di un Io,
Che mi lancio addosso immagini di me come un urlo,
Che rimbomba in orecchie vuote.

Io, quello vero, lo ben sa
Che non posso piu’ ascoltare questa assurda voce che mi tira giu’
Come un vestito zuppo, nell’abisso di me stesso.

Perche’ quando ci sei tu
Non mi serve neanche la memoria
E pure un nome mi e’ di troppo.

E se sotto questa Luna tu leggerai le mie parole
Sappi che noi gia’ siamo vicini,
Infatti non siano mai stati staccati.

Lo spazio e Il tempo non son che uno scherzo di natura,
Che ci vuol far ritrovare, quindi tu non credergli troppo,
Ma se ti riesci vieni qui e ridi, ridi con me.