Dacci dentro, bastardo.

cowboy

“Dacci dentro, bastardo!”. Queste tre parole erano l’unico incoraggiamento che mi era stato dato per affrontare Jack il Selvaggio quando  lui si  stava avvicinando a me nella polverosa strada principale di Old Town. La verita’ era che io di affrontare Jack non ne avevano minimamente voglia. Lo sapevo che eliminare combina guai dalla circolazione sarebbe stato un bel servizio per tutta la citta’. Alla fine, pure il vecchio John, il costruttore di casse da morto, sembrava averne abbastanza di questi fuori legge da strapazzo. Chissa’, mi ritrovavo a pensare, magari togliendo di mezzo questo Jack alla fine mi avrebbe pure ringraziato per il servizio. Spero non con una di quelle inutili stellette da sceriffo, ma magari con una bella bottiglia di rum.

Ma era stata proprio una bottiglia dir rum a mettermi nei guai.

Quel giorno me ne stavo tornando da nove giorni a cavallo nel mezzo del deserto dello Utah e per la prima volta mi ritrovavo in un luogo che assomigliasse ad una citta’. Ed una citta’, per quanto infima come Old Town, voleva dire cavalli, donne, riposo e magari occasioni per nuove avventure.  Avventure, mah, non so perché la gente continui a chiamare con nomi altisonanti quello che per un povero disgraziato come me é un modo come un altro per guadagnarsi da vivere, e nemmeno il piu’ onesto. Chissa’ forse al giorno d’oggi le parole avevano perso il loro significato. La stessa cosa l’avevo notata per la parola eroe. Quante volte l’avevo sentita usare per parlare di persone che stavano semplicemente decidendo di sopravvivere.

In ogni modo, anche quando cerchi di andare avanti con quello che offre il convento, o per lo meno cerchi di non farti fregare, il deserto ti lascia sempre dentro una sete che noi puoi calmare se non con del rum. Come se uno avesse nella gola tutta quella sabbia che sperava gli fosse rimasta solo dentro gli stivali.

Stivali. Ancora ricordo il rumori di quelli stivali che risuonavano sul legno del pavimento del saloon quando me ne stavo li bere quello che quei nove giorni di inferno mi avevano solo sognare. C’é da dire che quando uno si trova in quello stato d’animo non suonano certo bene delle parole come: “Hey tu, straniero”. Non sembrano certo una forma di ben venuto, neanche per un lurido posto come Old Town.

Da li tutto si era svolto come ci si poteva aspettare. Lo straniero si volta. Guarda fisso negli occhi il cow-boy con capelli lunghi, barba incolta e stranamente senza cappello. Lo straniero nota anche tutti i suoi amici sghignazzanti alle sue spalle, ma non ha tempo per tutto questo. Lo straniero torna al suo rum. Da li il cow-boy si agita. Niente nel West é piu’ insultante di passare inosservati. Pochi minuti dopo il cow-boy é in strada, con un occhio gonfio. Molti tavoli del saloon sono spaccati. Qualche bottiglia si é rotta, ma l’oste non ha tempo per raccogliere i vetri, perché troppo concentrato a salvarsi la pelle.

Neppure le parole dette poco dopo quella scazzottata mi suonavano nuove: “Ti aspetto a mezzogiorno davanti alla banca, straniero! Voglio vedere se farai vedere la tua brutta faccia!”. Per un attimo pensai che forse qualche giorno in piu’ in mezzo al deserto non mi leso, ma ripensandoci non mi andava proprio di andare in pasto ai condor.

Una cosa che sempre colpisce del West é chi cerca di diventare tuo amico in un lampo. Succede quasi sempre all’inizio di una sfida. La scazzottata é terminata, la sida é stata lanciata, ora rimane solo l’assaporarsi la tensione. É proprio in quei momenti che ti ritrovi una persona dall’aspetto onesto, in questo caso pure con una barba rossiccia, che viene a dirti: “Hey, quello era Cow Man, Corvo Nero, oppure Wild Boy Joe”. Nessuno di questi nomi verra’ ricordato. Diventeranno tutti polvere in mezzo al deserto.

Mentre quell’uomo onesto ti fornisce tutte queste informazioni ecco un gesto che ti fa capire perché é li. Senza farsi troppo notare ti passa una revolver carica tra le mani, dandoti uno sguardo significativo. Forse quello era il suo modo di farmi coraggio, o piu’ probabilmente di sfogare le sue frustrazioni. Chissa’ se quell’uomo dalla barba rossiccia aveva ancora qualche speranza che Old Town sarebbe potuto diventare un luogo pacifico.

Mi ritrovavo ora ad osservare quel revolver che mi era stato appena dato, mentre attendevo quello che il giorno mi avrebbe portato, e quindi la mia sorte. Che forma elegante che hanno i proiettili sul tamburo della pistola. Sei perfetti cerchi color ottone con al centro altri cerchi piu’ scuri. Se ne stanno li ad aspettare che tu scriva un pezzo della storia di quel paese dimenticato e che, chissa’, forse un giorno sara’ meno caotico. Su di loro si che puoi contare.

Ton, ton, ton. L’ora dell’incontro era scoccata. Una cosa vera del West é il calore di mezzogiorno. Lo senti bruciarti la pelle anche sotto al cappello e al poncho che ti hanno accompagnato fino ad allora. Quel che ha di peggio il sole di mezzogiorno del West é che rende opaca la visuale a distanza. Sopratutto quando ti trovi di fronte ad una banca e non sai se la persona che attendi stara’ alle regole non scritte dei duelli di quelle terre di frontiera, fatte solo per essere infrante.

Ora mi ritrovavo di nuovo li, a guardare questa figura opaca che si stava avvicinando all’orizzonte. Ma chi glie lo faceva fare di rischiare la vota per un non nulla. In ogni caso non era un problema mio. Poco dopo le attese parole: “Sei un uomo morto straniero! Non saresti mai dovuto venire ad Old Town!”. Dopo di silenzio.

Quante storie si sarebbero potute scrivere su quegli istanti in cui due uomini decidono di togliersi la vita a vicenda. In quegli istanti ci trovi dentro di tutto: ricordi d’infanzia, immagini di qualche fiume che hai visto seccarsi qualche giorno prima, a volte pure immagini ironiche. Proprio come se fosse un fiume che trascina te ed il tuo avversario. Ma é proprio li che devi toglierti da questa corrente. Starci un secondo di piu’ sarebbe fatale, ed il tuo avversario lo sa. Eccolo infatti partire alla sua destra. Un mossa infantile.

In un attimo la folla radunatasi senti’ partire due colpi. Io riusci’ a sentire caldo alla spalla destra. Quel bastardo ci sapeva fare, ma un uomo non lascia mai la sua rivoltella. Ho solo un istante per guardarmi avanti mentre cado all’indietro cercando di capire la mia sorte. Sento una scossa corrermi per la schiena quando vedo quel bastardo mettersi le mani sulla pancia e cadere in avanti su se stesso. Gli altri fuorilegge, vedendo il proprio capo disteso in una chiazza di sangue sulla polvere, decidono di darsela a gambe quando vedono i fucili degli abitanti. Per fortuna gli abitanti di Old Town non si mostrano cosi’ codardi.

In ogni modo il dolore alla spalla ormai mi sopraffa’. Non rimane molta energia per festeggiare la vittoria con gli abitanti di Old Town, che ovviamente sembrano essersi dimenticati della mia presenza. Tutti tranne uno, quello stesso uomo rossiccio che mi aveva dato lo strumento per liberarmi di quel Jack. Mi rimbomba ancora la sua voce nella mia testa, quando cercava di tirarmi fuori dalla polvere. “Non ti preoccupare ragazzo. Ormai é tutto passato. Adesso ti portero’ a casa mia dove potrai riprenderti”.

Poco dopo aver udito quelle parole, e spostasi la sagoma di quell’uomo mentre mi prendeva tra le braccia, ecco che intravedo una corona di bei capelli rossi apparigli proprio dietro. Dei bei capelli rossi che adornano un bel visino molto piu’ giovane di quello dell’uomo che tanto le somiglia e che ora mi tiene tra le braccia.

Mi sa che mi tratterro’ ancora un po’ li ad Old Town.

 

 

 

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