Quando mancano le parole

Rosetta_Stone

Ci sono volte in cui le parole per parlare a noi stessi semplicemente non arrivano, ci mancano, spariscono. La nostra mente può anche farci rendere conto che qualcosa non va, o che più semplicemente vorremmo cambiare, muoverci, mutare pelle. In certi momenti però quello che vorremmo dirci ancora non siamo riusciti a comunicarcelo.

In questi casi però non si tratta di mancanza di auto-compassione. Magari semplicemente non abbiamo ancora sviluppato un vocabolario per parlare a noi stessi.

La mente é come un radar. Vede cose specifiche, in una certa frequenza. Meglio se quella predefinita. Il cuore no, il cuore non sa. Lui va dove vuole andare e basta. Non gli serve altro.

É in questa connessione, in questo rapporto tra due mondi apparentemente diversi e su cui molti altri hanno già scritto, che scatta il problema del linguaggio che usiamo con noi stessi.

Vorremmo magari anche dirci di che cosa abbiamo bisogno. Vorremmo dirci che cosa troviamo scomodo nel tratto di terra su cui ci stiamo appena distesi ma su cui non riusciamo più a rilassarci. Magari pero’ semplicemente non sappiamo come esprimere tutto questo a noi stessi perché nessuno ci ha insegnato come.

Che fare allora? Bisogna darsi tempo. Bisogna pensare diversamente da come ci si era programmati a fare e poi fare tentativi. Dirsi che va bene, che possiamo sbagliare. Magari le prime parole che troveremo per comunicare con noi stessi non saranno quelle giuste, ma hei! Ci é voluto un po’ per l’umanità per passare da versi gutturali a scrivere la divina commedia. Perché per l’immenso numero di cellule che ci compongono dovrebbe essere diverso? Anche l’agglomerato che chiamiamo io sta’ imparando in questo mondo.

In tutto questo uno può anche sentire un senso di urgenza che deriva dal capire che la mancanza di comunicazione ci può fermare in tutto. In rapporti amorosi o con amici, in decisioni lavorative, in percorsi di studio o anche nello solo nello sviluppare passioni e passatempi. Viceversa se riusciamo ad avere una buona comunicazione con noi stessi, e quindi ad usare le parole ed il tono giusto, le cose cambiano.

Sappiamo cosa vogliamo, sappiamo perché facciamo le cose, sappiamo chi siamo. Le risposte che ci potremmo dare potrebbero diventare anche più sincere, lasciando spazio a vere scoperte e divertimento. Potremmo non essere più in imbarazzo nel ammettere a noi stessi: “Non so perché lo sto facendo, ma suona bene, mi diverto!”.

Il quindi punto é solo uno: capire come parlare a noi stessi e prendere un punto di vista diverso. Potremmo stupirci di quello che così si può scoprire.

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