Trapezisti

losinj

Nessuno dei due se lo sarebbe mai potuto immaginare. Dopo tanto tempo passato con il circo di Praga, Pawel e Yelena Julich sembravano essere diventati delle persone stanziali. Non che loro lo avessero deciso di proposito. Come gran parte delle cose che gli erano capitate, anche questa gli era piombata addosso quasi per caso. Era tutto successo quando, a causa di una tempesta non attesa, il circo per la prima volta aveva deciso di fare uno spettacolo fuori programma nella cittadina di Magicville. Nessuno dei due sapeva dire che cosa ci fosse nell’aria di quella cittadina che tanto li attirava, eppure sia Pawel che Yelena non si erano mai sentiti cosi’ felici da quando avevano lasciato la Serbia. Piu’ che felici i due sembravano essere come avvolti in uno stato di grazia. Nei tre giorni di spettacolo che fecero in quella cittadina ogni passaggio del trapezio sembrava avvenire senza sforzo. Pure il triplo carpiato, il loro pezzo forte, sembrava quasi avvenire da se. Eppure, nonostante il loro stato quasi euforico, nessuno dei due aveva preso in considerazione l’ipotesi di stanziarsi. Forse muoversi era per loro qualcosa di cosi’ radicato che ormai faceva parte del loro DNA. Eppure, quando era finalmente giunto il momento per la carovana di ripartire, il loro camper-casa aveva deciso di non muoversi. Neanche l’uomo forzuto era riuscito a fargli fare quei due metri che forse avrebbero fatto ripartire la batteria. Pawel e Yulia non si erano pero’ persi d’animo. Parlarono immediatamente con Franco, il direttore del circo, che si era mostrato molto comprensivo. Gli acrobati si misero d’accordo di raggiungere il circo nella prossima citta’ la settimana successiva. Niente di grave insomma. Per i due acrobati sarebbe bastato solo trovare un meccanico, prendersi una pausa nel bel golfo della cittadina e poi lasciarsi Magicville alle spalle. Tutto sembrava facile e deciso. Peccato pero’ che fossero ormai passate gia’ tre settimane da quella conversazione con Franco. A Yelena iniziavano a balenare in testa pensieri che lei non aveva mai creduto di poter avere. “Come sarebbe stato rimanere ferma in un posto? Che sensazione poteva dare il rivedere ogni giorni gli stessi edifici e le stesse facce, in quella che gia’ le sembrava essere un eternita’?”. Questi erano i pensieri che in lei si facevano sempre piu’ frequenti. Erano forse queste le cose su cui sua nonna l’aveva messa in Guardia. “Non rimanere in posto piu’ del necessario, Yielena! Noi circensi siamo figli del vento e il vento, si sa, non ha pazienza. Se lo farai aspettare ti lascera’ e tu diventerai come quei massi che rimangono tutta la vita fermi in un posto!”. Rimanere fermo in posto, che concetto strano. Eppure tutti i massi che aveva visto nella sua vita non sembravano passarsela poi cosi’ male. Il muschio vi cresceva sopra, gli scoiattoli ci nascondevano sotto le ghiande e i porcospini vi ci cercavano una tana. Forse alla fine essere un masso non era poi cosi’ male. Forse quello, proprio come un masso in una foresta, poteva essere un rifugio sicuro. Ma no, ma cosa stava pensando! Yelena doveva scrostarsi quei pensieri dalla testa! Sarebbe tornata da Pawel e ne avrebbero parlato. Non prima di godersi un altro bel tramonto sul golfo di Magicville pero’…

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2 comments

    • pensierifuoriforma

      Sono contento che tu abbia trovato la tua serenita’ penpoe. Spostarsi spesso puo’ avere un effetto adrenalinico. Spesso pero’ si finisce con perderne in fondamenta. A volte senza accorgersene…

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