Valerie

Dopo tanto tempo passato per le strade di Parigi a vivere di quello che la vita le offriva alla giornata Valerie sembrava aver finalmente trovato quel senso di stabile gioia che aveva tanto desiderato. Questo suo senso di pace che stava imparando a sperimentare era arrivato insieme a quello che sembrava essere l’uomo giusto per lei, Rouben. Lui era piu’ maturo di lei, essendo all’inizio dei suoi trenta, mentre lei si poteva ancora dire una ragazzina, dato che di anni ne aveva appena ventitré. Per molte donne, o meglio giovani donne, avere un uomo piu’ grande al proprio fianco era gia’ abbastanza per sentirsi sicura e protetta. Non era questo pero’ cio’ che Valerie cercava. Lei, infatti, si considerava gia’ una donna forte e con abbastanza esperienza per capire che non sarebbe stato un principe azzurro a risolvere ogni suo problema nella vita. Quello che lei stava davvero cercando era un uomo maturo ma che non avesse abbandonato la sua spontaneita’. Ne aveva conosciuti fin troppi di uomini che si erano lasciati piegare dal senso degli anni e della responsabilita’, e troppo spesso quegli stessi uomini le avevano lasciato sulla pelle il peso del giudizio. Valerie aveva imparato che questo giudizio aveva molte sfumature. Molto spesso queste sfumature venivano trasmesse attraverso lo sguardo. A volte questi sguardi erano chiaramente denigratori e pesanti come incudini, altre volte erano paternalistici, ma non per questo piu’ leggeri. Tutti questi sguardi le piovevano addosso mentre lei stava solo cercando di fare quello che facevano tutti: sopravvivere. Con Rouben tutto cio’ pero’ era diverso. Valerie non aveva mai sentito da lui arrivare alcun peso. Il suo sguardo, al contrario, si aggiustava perfettamente alla descrizione che sua nonna aveva dato una volta a quello di suo marito: “Come un cielo senza nuvole”. Era infatti quella la sensazione che Valerie ebbe dagli occhi di Rouben la prima volta che si incontrarono in Rue de La Fayette. In quell’occasione lei all’inizio lo intravide appena in mezzo alla folla. Le era bastato un veloce sguardo per riconoscere in lui un senso di pacata giocosita’. Una giocosita’ dolce ed amorevole, ma che non ostenta e che per questo non diventa invadente. In quell’istante non riusci’ a fare in tempo ad analizzare del tutto la sua figura che si ritrovo’ a roteare sui suoi tacchi, urtata da una spalla di un passante che era di fretta. Fu proprio prima di finire per terra che si senti’ venire come accolta da delle braccia salde e gentili. Poco instanti dopo ecco quei due occhi blu piombare sui suoi. Valerie non era mai stata una persona romantica e decisamente non una persona mielosa e sdolcinata. Forse un po’ sognatrice, a volte. Come era possibile che questa scena che altre sue amiche avrebbero sognato fosse capitata quindi proprio a lei, che aveva una scorza resa cosi’ dura dalla vita? Eppure da quel momento sapeva che non avrebbe mai potuto dimenticare come quegli occhi profondi sembravano leggerle dentro. Era bastato poco perché lei si trasferisse a casa di lui (a casa di lei non sarebbero mai riusciti a stare). Adesso si trovava proprio li, a spegnere la fumante macchina del caffé che lui tanto adorava, mentre si chiedeva per l’ennesima volta come mai fosse finita proprio li. L’intensita’ di dell’odore del caffé non era abbastanza per distoglierla da quella fitta rete di pensieri in cui si era incastrata la sia coscienza. “La felicita’ é un paradosso che ti arriva addosso all’improvviso”, si diceva. “Arriviamo qui, senza sapere niente, rimaniamo per chissa’ quanto e poi boh. Perché allora questo senso di rimanere ancorati alla vita? E quel tipo di la’ poi. Ci ho messo una vita a crearmi la scorza per sopravvivere e poi arriva questo e via, scorza sparita”. A volte ci si ritrova nelle situazioni piu’ assurde per imparare le lezioni che la vita ci offre. E Valerie spesso si ritrovava spesso a combattere con la sua razionalita’ proprio per questo: per imparare. Imparare ad accettare tutto, anche la gratitudine per un dono che arriva all’improvviso e che senza motivo se ne puo’ andare. Eppure, per quanto la sua mente cercasse di combatterlo quel senso di gratitudine sembrava crescere di giorno in giorno, inducendola a pensare che forse qualcosa di stabile nella sua vita fosse finalmente arrivato. “Amore ho una notizia!”. Era la voce di Rouben che rientrava in casa. Forse per Valerie era giunto il momento di una nuova lezione.

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