Tapparsi il naso

nose

Da piccolo mi capito’ un giorno di fare una scoperta eccezionale. Per diversi anni mi ero irrimediabilmente convinto, influenzato com’ero dagli altri bambini e dai cartoni animati che guardavo, che ogni volta che mi fossi tappato il naso la mia voce sarebbe diventata irrimediabilmente acuta e sorda. Bastavano due dita a schiacciare le narici che la mia voce acquisiva subito un tono buffo e goffo. Il cambiamento del passaggio dell’aria era minimo, eppure il risultato era un totale stravolgimento della mia maniera di parlare, quasi come rispondessi ad un riflesso condizionato. “Riesci a parlare con il naso tappato?”, mi chiedeva qualcuno, “Si, gerdo! Solo che suoda duddo sdardo!”. Lo stesso cambiamento lo riscontravo in tutte le persone intorno a me, come avrei potuto quindi io accorgermi che le cose non stavano proprio cosi’? Fatto sta’ che un giorno mi venne d’un tratto un dubbio, quasi come un singhiozzo inaspettato. “E se non fosse questa la vera natura delle cose?”. Fu questo che d’un tratto venne da chiedermi. Chissa’ da dove si era originato questo dubbio. Forse c’é una parte di noi che fa apposta a non voler credere nel desiderio di sperimentare. Fatto sta che questo dubbio non potevo ormai semplicemente scrollarmelo di dosso, la curiosita’ era ormai troppo forte. Dovevo provare a tapparmi il naso e parlare. Immediatamente mi tappai le narici con le dita come ero solito fare. Questa volta, pero’, mi ripromisi di far fuoriuscire la mia voce con il tono piu’ naturale possibile. Avrei accettato qualunque risultato da questo esperimento, ma io dovevo sapere. E li accadde una profonda scoperta. Il tono della mia voce era cambiato si, ma solo leggermente. Era un po’ piu’ acuto e nasale del normale, certo, ma non era niente di lontanamente vicino a quel stravolgimento sonoro che normalmente sentivo. Il cambiamento c’era, ma non era niente di drastico. Ogni volta che ripenso a questa vicenda mi chiedo quante cose possano essere cosi per me ancora adesso. Chissa’ quante assunzioni implicite ancora mantengo in vita ogni giorno senza saperlo. Sarebbe buffo arrivare in tarda eta’, aver fatto tutte le esperienze che si possa immaginare, per poi scoprire che per tutta la vita si é parlato in modo assurdo ed innaturale. Immaginarmi con i capelli bianchi, con lo sguardo vissuto, con le rughe d’espressione ed una voce da cartone animato per me sarebbe troppo. Ogni giorno é quindi per me una caccia aperta per scovare dove ancora si nascondano le assurde assunzioni sulla vita che ancora posso portare con me. Non é facile, perché la presa delle dita sulle narici é a volte forte a causa dell’abitudine. In piu’ l’idea di doversi aggiustare ad un nuovo tono di voce non é invitante. Eppure, scoperta un’assunzione implicita si crea un precedente. Da li non si puo’ piu’ fare finta di niente. Si é ormai aperta la possibilita’ che le cose non siano come sembrano e bisogna indagare. E se poi, in la’ con gli anni, dovessi scoprire di avere ancora una voce buffa poco importa. Vorra’ dire che mi faro’ una grassa risata.

Foto di: http://dailypicksandflicks.com/

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